La chirurgia endoluminale per via endoscopica ha negli ultimi 10 anni permesso il trattamento mininvasivo di alcune patologie funzionali motorie dell’apparato digerente, quali principalmente l’acalasia, i disturbi motori primitivi dell’esofago a impronta spastica, e la gastroparesi, grazie alla possibilità di effettuare una sezione dello sfintere cardiale o del piloro, o della muscolatura della parete dell’esofago (miotomia) analoga per efficacia a quella chirurgica ma effettuata dall’interno del viscere.
La tecnica che ha permesso di raggiungere la parete muscolare è quella della creazione di un tunnel (il cosiddetto terzo spazio operativo dell’endoscopia), che consente di sezionare la muscolatura e creare eventualmente perforazioni che risultano coperte dalla mucosa che costituisce il tetto del tunnel.
Una particolare patologia che ha tratto un grande vantaggio da questo tipo di intervento endoscopico è la gastroparesi, che può avere cause di vario tipo o essere idiopatica. Questa ultima condizione è la più frequente ed è caratterizzata da un marcato rallentamento dello svuotamento gastrico in assenza di patologie documentabili. Clinicamente il paziente presenta importante pesantezza e gonfiore post-prandiale, rigurgito e nausea che impediscono o riducono l’alimentazione e portano con il tempo ad un quadro di malnutrizione.
La diagnosi viene effettuata attraverso lo studio del tempo di svuotamento gastrico mediante un pasto standard che contiene radioisotopi (in pratica una scintigrafia). Nei casi in cui sia presente una sintomatologia suggestiva per gastroparesi ma il tempo di svuotamento gastrico non sia marcatamente rallentato, può essere iniettata la tossina botulinica nello sfintere pilorico, sempre in corso di gastroscopia; la tossina determina una paralisi temporanea, della durata di 3-4 mesi, del muscolo sfinteriale ed il grado di miglioramento del quadro clinico raggiunto dopo l’iniezione della tossina permette di decidere l’efficacia della miotomia, che è un intervento definitivo.
La miotomia endoscopica del piloro ottiene ad un importante miglioramento del quadro clinico e funzionale, e quindi della qualità di vita del paziente.